Sette fisioterapisti specializzati in running indicano ciascuno il proprio esercizio di allungamento preferito: dalla mobilità della colonna toracica alla dorsiflessione della caviglia, fino all'alluce e alla rotazione interna dell'anca. Esercizi concreti, con spiegazioni biomeccaniche, per prevenire infortuni e migliorare la meccanica di corsa.

Sai che dovresti allungarti di più, ma quando arrivi al momento di farlo non sai bene da dove cominciare. È un problema comune: la mobilità viene spesso sacrificata in favore dei chilometri, finché un dolore cronico o un infortunio non costringe a fermarsi. Sette fisioterapisti specializzati in running hanno selezionato ciascuno il proprio esercizio preferito, quello che vorrebbero vedere nella routine quotidiana di ogni corridore.
Secondo Jessie Duppler, la colonna toracica è una delle zone più trascurate nei runner. Chi porta uno zaino in corsa o lavora a lungo seduto accumula rigidità in quest'area, compromettendo la rotazione del busto. L'esercizio open book al muro, eseguito in posizione di mezzo-inginocchiamento con un blocco di schiuma tra il ginocchio e la parete, mobilizza la colonna, le costole, gli obliqui e il diaframma. La rotazione efficiente del tronco non serve solo per l'oscillazione delle braccia: facilita anche la generazione di forza da parte dei lombari e delle anche.
Come eseguirlo: partendo con il lato destro verso il muro, estendi entrambe le braccia in avanti all'altezza delle spalle con i palmi uniti. Ruota aprendo il braccio sinistro verso la parete dietro di te, come se aprissi un libro. Esegui 10 ripetizioni per lato, 2 serie.
Kelton Cullenberg consiglia questa variante del couch stretch per chi avverte tensione nei quadricipiti e nei flessori dell'anca. Alzare il piede anteriore su un gradino o su un rialzo intensifica lo stretch sui flessori dell'anca, mentre piegare maggiormente il ginocchio posteriore coinvolge di più i quadricipiti. Un dettaglio importante: se l'esercizio non provoca alcuna sensazione di allungamento, probabilmente non ne hai bisogno. Se invece causa dolore anteriore all'anca, smetti immediatamente. Tieni la posizione 30 secondi, 2 serie per lato.
Grayson Wickham ricorda che anche i runner con una routine di mobilità consolidata tendono a ignorare il primo dito del piede. Eppure una limitata mobilità dell'alluce genera compensazioni lungo tutta la catena cinetica, con ricadute su ginocchia, anche e persino sulla formazione di alluce valgo. L'esercizio consiste nel posizionare il polpastrello dell'alluce sull'angolo di una parete, spingere contro di essa per 20 secondi, rilasciare e poi tentare di sollevare il dito verso l'alto per altri 10 secondi. Tre round per piede.
Milica McDowell punta il dito sul soleo, il muscolo profondo del polpaccio spesso responsabile della scarsa dorsiflessione della caviglia. Quando la caviglia non dorsiflessiona a sufficienza durante l'appoggio, il corpo compensa altrove, aprendo la strada a infortuni. Lo stretch in piedi con il ginocchio verso il muro è preferibile alla versione seduta proprio perché, essendo in carico, riproduce meglio le condizioni della corsa. Eseguilo a fine allenamento, quando i tessuti sono caldi. 30 secondi per lato, 2 serie.
Robert Maschi, professore associato al centro di ricerca e performance sulla corsa della Drexel University, ricorda che durante la fase propulsiva della corsa sono necessari circa 10-15 gradi di estensione dell'anca. La vita sedentaria moderna accorcia i flessori e riduce questa escursione. Lo stretch con fascia elastica agisce in modo mirato: il laccio elastico, fissato a un supporto stabile e posizionato sotto il gluteo, crea una trazione anteriore sul femore che facilita la corretta estensione dell'anca durante lo stretch. 30 secondi per lato, 2 serie.
Cynthia Sampson suggerisce questo esercizio a chi si sente troppo teso per respirare profondamente durante la corsa. Le costole rigide limitano l'espansione della gabbia toracica e, di conseguenza, la performance. La flessione laterale in mezzo-inginocchiamento, coordinata con la respirazione, rilassa i muscoli respiratori, apre i flessori dell'anca e allenta le tensioni di schiena e spalle. Espira portando il braccio sopra la testa verso il lato opposto, inspira tornando alla posizione di partenza. 5 ripetizioni per lato.
Colleen Brough, direttrice del Columbia RunLab alla Columbia University Irving Medical Center, sottolinea come la rotazione interna limitata dell'anca porti i runner a compensare inclinando il bacino e il busto in avanti. L'esercizio in posizione supina con fianchi e ginocchia a 90 gradi, un blocco yoga stretto tra le ginocchia, allena la rotazione interna massima dell'anca. Aggiungere una fascia elastica attorno ai piedi introduce anche un componente di forza. 5 ripetizioni, 2-3 serie.
Non è necessario eseguirli tutti insieme ogni giorno. Un approccio pratico è selezionare 2-3 esercizi al termine di ogni sessione di corsa, quando i muscoli sono già caldi, e ruotarli nel corso della settimana. Gli stretch per caviglia e alluce sono particolarmente utili dopo i lunghi; quelli per flessori dell'anca e colonna toracica funzionano bene anche come routine mattutina. La costanza, anche in piccole dosi, è ciò che produce risultati nel tempo.